Esistono differenti tecniche per la realizzazione di rilievi in un plastico ferroviario. In una riproduzione in miniatura del paesaggio è possibile utilizzare vari materiali e metodi, a seconda delle esigenze locali del tracciato. Le principali tecniche sono:
- Polistirolo ad alta densità: leggero e facile da lavorare, ideale dove serve precisione nella forma, come scarpate, argini, trincee.
- Reticella metallica + carta/gesso: perfetta per grandi superfici con andamento morbido e irregolare.
- Intreccio di strisce di cartone: soluzione economica e rapida, meno precisa nella definizione della forma.
- Schiuma di poliuretano: facile da sagomare, più costosa, ottima base per le rocce.
Di seguito, ogni tecnica è illustrata con esempi fotografici tratti da plastici reali.
Polistirolo ad alta densità
Si tratta di un isolante usato in edilizia, facilmente reperibile nei negozi di bricolage. A differenza del polistirolo da imballaggio, si taglia in modo pulito, senza produrre le "palline" fastidiose. Esistono strumenti specifici per modellismo, con filo o lama riscaldata, che permettono tagli molto precisi (da usare in ambienti ben ventilati).
Essendo un materiale relativamente costoso, si usa nelle zone dove la precisione è importante. Spesso si impilano più strati; per incollarli sono adatti colla vinilica o colla a caldo (evitando colle con solventi).
Una volta ottenuta la forma, si copre il tutto con carta da cucina spennellata con una soluzione 50% colla vinilica / 50% acqua. Le lavorazioni successive si fanno dopo completa asciugatura.
Un esempio di rilievi ottenuti con questo metodo:
Reticella metallica
La reticella metallica sagomata è ideale per ampie superfici. Prima di posarla, si predisponono sostegni a cui ancorarla. La zona viene modellata piegando la rete, che poi viene ricoperta con carta da cucina imbevuta di acqua e colla vinilica, oppure di gesso; in alternativa si possono usare stracci di stoffa.
Un esempio di utilizzo della reticella:
Intreccio di strisce di cartone
Tecnica molto economica e rapida. Si ricavano strisce larghe circa 2 cm da cartone ondulato (tagliato perpendicolare alla trama). Le strisce vengono fissate alla base del plastico con colla a caldo o punti metallici, disposte parallele e distanziate.
Con altre strisce si realizza l'intreccio, che diventa una struttura autoportante. Sopra si posano i soliti fogli di carta da cucina imbevuti in acqua/colla vinilica oppure stracci imbevuti nel gesso.
Alcune immagini per illustrare la tecnica:
Non importa con quanta cura si intende lavorare: il nastro carta (che costa pochissimo) va sempre posato per proteggere il binario. Sul cartone si appoggiano pezzi di tessuto impregnati di gesso (la "scagliola" va benissimo, ma asciuga rapidamente).
Una volta ricoperto un lato, lo stesso procedimento si applica alla parte in secondo piano. Le rocce possono essere realizzate in gesso colato in stampi di gomma siliconica e applicato prima dell'indurimento.
Infine si colora la zona, evidenziando in scuro le parti rocciose; tolto il nastro carta, si può procedere a invecchiare il binario e posare la massicciata.
Schiuma di poliuretano
Il poliuretano è un isolante/sigillante in bomboletta spray, reperibile in ferramenta e centri bricolage. Ha un costo più alto delle tecniche precedenti, per cui conviene usarlo in zone limitate in cui serva una base solida e sagomabile con precisione, ma non su grandi superfici.
Prima della stesura si crea una base: giornali appallottolati (anche in sacchetti), pezzi di polistirolo, ecc. La superficie viene inumidita per migliorare l'adesione. Si spruzza quindi la schiuma, che durante l'asciugatura aumenta molto di volume.
Dopo alcune ore (fino a 24), l'aspetto è quello di una "torta di bignè". A questo punto, con una lama affilata si sagoma il rilievo, come nel caso del polistirolo ad alta densità.
Jgiovenni