L’ASINO E IL PAPPAGALLO

In un mulino c’era, oltre all’asino che girava la ruota, un pappagallo che sapeva dire poveretto e il nome del padrone e tante altre cose.

S’ammalarono ambedue e venne il medico.

- è per me! - disse il pappagallo. - Si curano di me perché ho delle belle piume.

- Ma no! - rispose l’asino. -Il medico è stato chiamato per me che giro la ruota! Da due giorni mi fa male il collo!

- Ma figurati! Che importanza può avere il tuo collo rispetto al mio piumaggio!

Il dottore andò via e per giorni il mulino rimase fermo perché l’asino aveva così male al collo che non riusciva a fare il suo lavoro. Purtroppo, visto che il mulino non funzionava, non si produceva più abbastanza cibo per tutti e anche il pappagallo rimase per giorni senza mangiare. Fu il sesto giorno quello in cui il pappagallo si rese conto dell’utilità dell’asino. Lui non faceva altro che ripetere parole inutili, mentre il suo amico somaro lavorava duramente sia per sé stesso sia per gli altri. A questo punto disse all’asino: - Sai amico mio, avevi ragione quando dicevi che il tuo collo era importante: senza il cibo che viene dal tuo lavoro anche il mio piumaggio è spento e rovinato e non ho l’energia per cantare! Che ne dici se intanto che guarisci mi insegni il tuo lavoro cosicchè io e i miei amici ti possiamo aiutare col lavoro? - . - Mi fa piacere sentirti parlare così e accetto volentieri il vostro aiuto.

Fu così che da quel giorno il pappagallo lavorò insieme all’asino che diventò un suo grande amico.

La favola dimostra che è facile preoccuparsi solo di cose futili quando sono altri a fare le cose importanti, ma nel momento del bisogno, così facendo, si rischia di trovarsi in grosse difficoltà.

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